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27 Gennaio, la Giornata Internazionale  della memoria dell’Associazione Arcobaleno

Un piccola delegazione dell’Ass. Arcobaleno e dei LiberalSocialisti i di Marsala  Saranno presenti con un omaggio floreale  alle 9:30  al Lungomare di Marsala, nel parco dedicato a Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi vittime del nazifascismo. Noi dell’associazione Arcobaleno ed i Liberalsocialisti di Marsala , vogliamo ricordare questa importante giornata che, a seguito le atrocità dell’Olocausto, abbiamo voluto chiamare Giornata della memoria.

Quando pensiamo alla Giornata della memoria, noi tutti, ricordiamo ingenuamente solamente quello che è accaduto in quegli anni, ma nessuno di noi fortunatamente ha mai assistito in prima persona a quegli eventi. 
Nessuno di noi ha mai assistito in prima persona alla paura, al terrore, alle atrocità, alle persecuzioni, alle violenze che sono accadute durante quegli anni di sangue, perché noi siamo fortunati.
Siamo fortunati perché, grazie a chi ha sacrificato la propria vita, viviamo in democrazia e che grazie alla democrazia viviamo in libertà, nella libertà di poter essere ciò che siamo! Questo, non dobbiamo mai dimenticarlo!
La Giornata della memoria ci ricorda che, quando l’uomo viene pervaso dall’odio verso il prossimo, verso chi può sembrare diverso da noi per cultura o per razza, può essere capace di atti inauditi.
Non esiste una razza, non esistono uomini, donne e bambini diversi dai nostri, esiste un’unica razza che è la razza umana.Ricordiamolo sempre anche quando certi signori ci ricordano il contrario.
L’Associazione Arcobaleno fa di questo valore il suo stendardo, il suo cavallo di battaglia perché tutti hanno bisogno di aiuto, indistintamente, e per questo lottiamo ogni giorno per portare questo messaggio.
Come direbbe David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo recentemente scomparso, “non dobbiamo mai dire che l’Unione Europea è stato un errore della storia” perché noi tutti, senza distinzione di razza, genere, orientamento sessuale ed etnia siamo portatori di quella eredità, un’eredità che ci fa paura ma che deve essere da monito affinché non si ripeta.
Citando Primo Levi, “È successo, quindi può succedere ancora. Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.”

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