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Settembre al Riso, cartellone di spettacoli al museo d’arte contemporanea: domani (sabato 4) debutta l’Edipo Re di Salvatore Guglielmino

Prima settimana di appuntamenti per “Settembre al Riso” che avvia la sua seconda edizione nel segno dell’identità siciliana. Dopo una prima due giorni  “Sicilia Restart” – sui temi legati alla ripartenza, con protagonisti numerosi “artigiani della cultura”, domani sera (3 settembre) alle 21 nel cortile del museo di arte moderna e contemporanea affacciato sul Cassaro, a Palermo, in scena Arbarìa, la nuova compagnia folk nata in seno alla grande famiglia del Teatro Ditirammu, con in “Cantu d’amuri”,storie e leggende popolari si intrecciano insieme, per dar vita a nuovi componimenti e memoria. Dalle più conosciute, “La Barunissa di Carini” e la sua lotta per la felicità, per un amore vero, fatto di sorrisi e mai odio; Giovanna Bonanno, ovvero “La Vecchia dell’Aceto”, figura leggendaria di Palermo che creò il suo particolare veleno l’Arcano Liquore Aceto per mandare all’altro mondo mariti violenti, cattivi o semplicemente insopportabili. Scritto e diretto da Piero Tutone, vede in scena Virginia Maiorana (fisarmonica e voce), Gaetano Mirabella (chitarra), Noa Flandina, Piero Tutone (racconti), Noa Blasini (danza) e Elisa Parrinello. Ingresso libero.

Sabato (4 settembre) alle 21 L’Edipo Re di Salvatore Guglielmino, ultima tappa della  terza edizione di Mitoff, dedicata al teatro classico. Il testo di Sofocle, adattato e diretto dallo stesso Guglielmino, già molto apprezzato da critica e pubblico al suo debutto lo scorso anno, sottolinea l’assoluta contemporaneità dei miti classici, l’insegnamento riflesso nei ragionamenti e comportamenti quotidiani. Guglielmino si cala nel dolore dell’uomo che cerca di sfuggire i tutti i modi alla profezia che lo vede l’assassino del padre e marito della madre, ritrovandosi  nella totale inconsapevolezza, a realizzare il nefasto responso datogli alla nascita. Con Franco Colaiemma e Marta Limoli. “Edipo crede di allontanarsi dalle colpe che non ha ancora commesso – spiega Salvatore  Guglielmino – ma non fa altro che cedere inconsapevolmente al Destino che mette in atto i suoi disegni del destino. Come molto spesso accade, cercando di evitare un problema ci troviamo spesso avvinghiati e travolti. In Edipo si esaminano l’esistenza umana e le sue miserie nel modo più drammatico possibile con l’intento di dare al pubblico la possibilità di riflettere e poter approfondire alcuni dolorosi aspetti della propria anima attraverso la funzione catartica del teatro”. Biglietto: 15 euro su www.coopculture.it

Domenica (5 settembre), sempre alle 21, va in scena negli stessi giorni in cui si festeggia la patrona,  il primo dei due spettacoli di Opera dei Pupi della compagnia tradizionale dei Fratelli Argento, pupari da parecchie generazioni: “Santa Rosalia. Triunfi, canti e cunti”. Ingresso libero (solo con green pass). E’ la storia romanzata della Santuzza, vergine che nasce da una nobile famiglia che discende dalla corte di Carlo Magno. Ma crescendo, nonostante abbia la possibilità di vivere nell’agiatezza e nello sfarzo dei palazzi più lussuosi di Palermo, decide di donarsi a Dio e di vivere da eremita. I genitori la promettono al conte Baldovino, ma la fanciulla è caparbia e, aiutata da un angelo, riesce a fuggire e a iniziare il suo percorso da eremita in una grotta. Tentata dal diavolo, viene salvata ancora una volta da un angelo del Signore che la avvisa dell’arrivo del padre: Rosalia fugge e dalla grotta della Quisquina arriva al monte che sovrasta Palermo. Iniziano così i primi pellegrinaggi della gente che sapendo della sua presenza, affronta la salita fino in cima per pregare con lei. Da quel momento il monte prende il nome di Monte Pellegrino. Morirà nella grotta scelta come rifugio. Nel giugno del 1624 Palermo è colpita dalla peste, Rosalia appare in sogno e consiglia di scavare per riesumare i suoi resti e portarli in processione per liberare la città.

La rassegna, giunta al suo secondo anno di vita, è promossa dall’Assessorato regionale ai Beni culturali, fortemente voluta dall’assessore Alberto Samonà in collaborazione con il Museo Riso e CoopCulture.

Tutti gli appuntamenti iniziano alle 21 (in caso contrario, è indicato l’orario diverso). Si entra solo con green pass o tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti. Per gli spettacoli a ingresso libero, si entra fino ad esaurimento dei 180 posti disponibili. I biglietti degli spettacoli a pagamento si acquistano su www.coopculture.it 

PROSSIMI SPETTACOLI. Come ogni lunedì, il 6 settembre il Museo Riso osserverà la chiusura settimanale. Gli spettacoli riprenderanno martedì 7 settembre. Le leggende siciliane sul Mediterraneo nei canti di antica tradizione orale di Laura Mollica, con Daniele Schimmenti (percussioni) e Giuseppe Greco (chitarre). Ingresso libero. 8 settembre. Una serata all’insegna della tradizione Zen. Alle 18,30 presentazione del libro “Se respiri stai danzando” (edizioni Lindau) di Annamaria Gyoetsu Epifanìa. Alle 21,30 La Guida – storie dalla tradizione Zen di Emilio Ajovalasit e a seguire La trilogia del Dharma di Annamaria Gyoetsu Epifanìa. Ticket: 7 euro.

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