Pubblicità

Pubblicità

Varie

‘Devastazioni. Il femminismo a casa mia’. Rubrica di Daniela Gambino

Vi ho già detto che le mie amiche indagano sempre, per sapere se io, in quanto informata dei fatti, aspirante attivista, consapevole dei diritti delle donne, mi faccio mettere i piedi in testa? Sì perché pare che io essendo scrittrice non litighi con il mio compagno, o che lui mi tema, sottilmente “perché sono intellettuale” e se sbaglia ne parlo pubblicamente.

Ma tu hai avuto una relazione tossica? Domandano tendenziose, che sottolinea, “persino tu, che ti credi una donna emancipata, che ti senti ‘chissà ché'”?

Io le avute in passato, eccome. Ho amato persone tossiche, non voglio parlarne, non per pudore, le ho sviscerate queste storie d’amore, molto, e non le dimentico, ma non per affetto, piuttosto per dirmi “mai più”, non amo nemmeno questa definizione moderna “relazioni tossiche”, quando, un tempo avremmo detto, semplicemente: “hai incontrato uno un po’ stronzo”, a volte inconsapevole, infantile, egoista, viziato.

Ché gli dici a uno che fa così da duemila anni, soprattutto se gli hai voluto bene?

Ecco è successo anche a me, pure alla Selvaggia Lucarelli (ho visto che ha appena affrontato il tema), un po’ a tutte.

Possono essere relazioni non particolarmente pericolose, e io ci scherzo su, ho pubblicato un video sui social in cui ne parlo e ho intuito che alcune, non si percepiscono abbastanza forti davanti a questi incontri.

Perché? Perché non li evitiamo per tempo? Ci sentiamo fragili, pensiamo che l’amore sbagliato (eppure noi donne abbiamo una fiducia nell’amore che è incrollabile) ci esponga alla vergogna, al giudizio, soprattutto di noi stesse, che a volte è crudele.

Non vi sentite sbagliate se capita. Non difendete storie indifendibili, non le tenete vive nella vostra mente per paura della solitudine, per paura di dover raccontare “che avete rotto, che siete tornate single” a parenti e amici.

Non temete di passare per una “che ha preso una fregatura”, di sembrare debole davanti all’amica figa che passa per una “che tutti gli cascano ai piedi, che si fa rispettare”.

È una cosa comune.

Alcune di queste relazioni tossiche non sono affatto inoffensive, mettono a rischio la vita, l’equilibrio mentale, la fiducia in se stesse.

Ogni volta che sopportate e non vi sentite rispettate, perdete una parte di voi, se avete figli e figlie, rischiate di non dare buoni esempi con il vostro comportamento (vi vorranno sempre bene, ma avete una responsabilità verso di loro).

Sì, possiamo essere in gamba e fidarci di una storia assurda, e in ogni caso abbiamo tutto il diritto di vivere periodi fragili, in cui abbiamo bisogno di credere nell’amore Le “relazioni tossiche” non dovete mai credere di meritarle, perché vi mancano strumenti, le parole o la consapevolezza dei vostri diritti, o ancora, se a mancarvi sono gli strumenti economici. Molte donne restano incastrate in relazioni tossiche proprio perché non hanno abbastanza denaro per auto sostentarsi o vivono immerse in ambienti culturali che le condannano a sopportare e finiscono per credere di non avere alternative.

Non si sentono abbastanza belle, giovani, affascinanti e “si devono accontentare” (conoscono pochissime donne che si sentano belle sempre e comunque e ne parleremo).

Sono discorsi che ho sentito fare alle donne (e da uomini a donne che ci sono cadute, “non hai più l’età, non sei una ragazzina”).

Non percepitevi stupide, ignoranti o credulone se vivete una relazione tossica. Se avete investito sentimenti e affetto in una storia sbagliata.

Per sentirsi più comprese, anche al sicuro, dobbiamo parlarne. Confrontarci.

Io non voglio un mondo dove l’uomo sia visto come un nemico. Io voglio un mondo pari.

Daniela Gambino: palermitana doc, ha scritto una dozzina di libri, fra cui il saggio Media: la versione delle donne. Indagine sul giornalismo al femminile in Italia, uscito per Effequ; per caso è diventata una attivista etero per i diritti LGBT (per caso, perché i diritti umani sono degli umani e basta) con il saggio 10 gay che salvano l’Italia oggi, ha scritto il romanzo La perdonanza (entrambi i volumi pubblicati dalla casa editrice Laurana). Gestisce su facebook il blog @Comunicarepop. È in libreria con Conto i giorni felici, edito da Graphe.it, e sta lavorando al saggio Devastazioni, il femminismo a casa mia.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: